Cybercrime Romania - Virtuale Concreto

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Cybercrime Romania

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Il racconto delle cyber-truffe organizzate in Romania

Tratto da  DW-TV  http://www.dw-world.de/

La "Hackerville d'Europa" è in Romania

Ad un’altra tacca [delle truffe informatiche: ndr] - più affollata, forse - troviamo personalità dotate di buone risorse, individui bene o ottimamente acculturati, esito di percorsi formativi idonei ad una socializzazione conforme, talvolta universitari in corso di studi o giovani imprenditori, capaci di muoversi in modo congruo in ambiti sociali e culturali estremamente differenziati, transnazionali se del caso, in funzione delle necessità di progetto o di studio della truffa: fruizione di reti e servizi criminali esterni e funzionali all’impresa, reperimento delle competenze tecniche, attuazione di un’organizzazione che si estende in più Stati, apprezzamento sociologico dei comportamenti quotidiani del campo delle vittime, delle regole vigenti nel paese terzo e delle opportunità tecniche disponibili, capacità relazionale di molti a molti.
Molestatori di conti correnti, violati a base di phishing, acquirenti di documenti falsi per ottenere codici fiscali veri, utili alla sottoscrizione di carte prepagate pensate per il gioco legale e qui prontamente impiegate per riciclare denari altrimenti gravati da costosi oneri di trasferimento.
Menti agili e non banali, come si vede.
Nello spazio della casistica riscontrata, si tratta di operatori di giovane o giovanissima età (secondo i nostri standard), adesivi a modelli di economia dissipativa, con scarsa o marginale propensione alla accumulazione, alla diversificazione di impresa ed al re-investimento degli utili; con una preferenza per la selezione dei compartecipi, di criteri affettivi o di prossimità, etnica, parentale o amicale, senza particolare attenzione alle competenze o all’affidabilità.
In questo senso organizzazioni giovani, a bassa pericolosità in quanto organizzazioni, in cui la prospettiva dello sviluppo dell’impresa è subordinata al benessere qui ed ora dei partecipi talché gli aspetti organizzativi realizzati non tengono in conto delle molte perdite economiche derivate da comportamenti non attesi, attuati da devianti entro la stessa organizzazione, l’assenza di strutture specializzate di controllo interno, di investimenti per la crescita, e così via*.
Anche qui, più che nel caso precedente, è un insorgere di vittime che si organizzano, che danno vita a forum sul phishing, ma anche di comportamenti inattesi, come coloro che, avendo ingenuamente dato i codici di accesso al proprio conto, ad indagine avviata, appreso dell’esistenza individuazione della banda e del reato, mantiene invariati il conto, i codici, la password. E la possibilità di un nuovo accesso abusivo.

(tratto da: Francesco Cajani, Davide D’Agostino, Walter Vannini , "Di necessità, virtù": appunti per una strategia globale al contrasto del cybercrime. l’esperienza del pool reati informatici della Procura di Milano", in IISFA MEMBERBOOK 2012, EXPERTA, pp. 11 e ss)

* Cfr. la recente sentenza di condanna in primo grado, a seguito di giudizio abbreviato, del Tribunale di Milano, 21 febbraio 2011 - est. Manzi, Giudice per l’udienza preliminare. Sul tema cfr. M. GATTI, W. VANNINI, Persone semplici, organizzazioni complesse: un caso di phishing transazionale. L’operazione Oracolo, problematiche e suggestioni, intervento a IISFA FORUM 2011 - Milano, 13 maggio 2011.


Ultimo aggiornamento 13 novembre 2017
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