Una Storia - Virtuale Concreto

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Venti lettere e poco più

Davanti allo specchio l'ultima occhiata. i capelli sono a posto, l'abito è a posto. L'immagine che c'era non resta e non sarà. Irresponsabile, esco.

Davanti allo specchio l'ultima occhiata. I capelli sono a posto, l'abito è a posto. Prima di proseguire nell'upload, il software, efficiente, provvidenziale, indispensabile, garbato e gratuito, chiede se acconsentiamo. Raccomanda responsabilità, raccomanda se abbiamo letto tutto.
Il programma tagga, invia in copia.  Social network, chat, archivio personale delle immagini sul server remoto, cloud, di "Mount & View". Un dettaglio è aggiunto al mio profilo di consumatore. La cam ci lascia alla successiva, altri fotogrammi si sommano ai precedenti. La nuova cella aggancia il nostro mobile. Geotag, occasioni di shopping dietro l'angolo.

L'amico mai toccato, è on line. Diciamo la nostra grammatica. Consumiamo Isole del tesoro, Avatar, Wall-e. Sempre protagonisti, quando accuratamente fuori dalle cronache del mondo e fittamente dentro la cronaca delle nostre fantasia o quando, tra flame e flash-mob, cooperiamo attivamente e costruiamo etiche condivise, comunità virtuali concrete.
Con le sole venti e poco più lettere del nostro alfabeto costruiamo l'infinità di storie e versioni di noi e del resto che c'è. Senza particolari vincoli, consumiamo quel che per noi è cool. Diamo voce ai nostri molti nomi e cognomi, età e sessi. In ogni vita un pezzo del nostro nome, e noi in tutte.
Il motore della chat ronza quieto sotto la nostra alleanza nuova; le nostre venti e poco più lettere meticciate, gergali, di nicchia, creano realtà molteplici e lingue complesse, vive. Altrettanti Altri digitano le loro narrazioni, le loro storie. Pervasivamente.

Un altro alias, consapevole del piccolo network di appartenenza, digita. La cospicua transazione sul circuito Pay for Laundry è stata effettuata alle ore 01,00 PM, GMT +01:00. Grazie. Nell'etereo mondo della iper-moneta, quella virtuale scaccia quella buona.
Il bastone parla a stento l'italiano. Certo non parla QWERTY e Leva finanziaria. Magari sarà l'ultimo con tale vezzo. I suoi figli e nipoti e i molti collaterali hanno lauree economiche e giuridiche, di ingegneri e scienza della politica. Lui è l'immagine, la manovalanza, loro la sostanza, il progetto.
Parla invero benissimo la propria lingua. Abile tecnico del linguaggio, conosce sfumature e implicazioni dell'idioma e del gesto. Pericoloso lo è, e granguignolesco. Per questo è anche buono per essere arrestato, opportuno ed incongruo ad un tempo.
Le venti e poco più lettere che formano la sua antica lingua, sono capaci di metafore convincenti, di suggestioni chiarissime e di sussieguo. Sono efficaci nell'avvolgere in un comune sentire. E se uno non viene dalle latitudini antiche di quella lingua, intuitivamente l'apprende. Anche se vive alle Isole Paradiso, lavora in remoto o opera sul Medellin Stock Exchange Market.

Con Occulti Altri, a volte peggio, a volte come, a volte più presentabilii, gestisce Trusts e Pay for Laundry.
Così, il gruppo Propaganda coperta ha molta moneta cattiva, incarichi, programmi ed adeguate risorse. In doppiopetto o in divisa, retrogrado, aggressivo e rozzo, parla QWERTY e TG. Opera sui mercati dello scambio bisogno contro voti. E un voto è un uomo che fa leggi, che decide l'economia e la giustizia e la cultura. Al resto provvede una fantasia colma di luci colorate e lingua minima, buco della serratura e cronaca nera. E football.

Pane e giochetti circensi per il parco buoi del mondo reale.

Ultimo aggiornamento 13 novembre 2017
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